LEGO e STAR WARS sono un'accoppiata vincente (e pericolosa per le nostre finanze), uno dei personaggi più famosi e la sua iconica astronave sono da anni i soggetti di vari set: oggi parliamo di Boba Fett e del suo Slave I. Nel corso del tempo si sono succeduti vari set dedicati al famoso cacciatore di taglie e alla sua astronave, modelli sempre più grandi e dettagliati, nel 2000 però uscì il capostipite di questo fortunato filone: il 7144.
Costituito da appena 166 pezzi e da dimensioni e costi bassi, riesce a rappresentare abbastanza bene l'astronave. Oggi dopo 18 anni e tanti set sorridiamo davanti a questa rappresentazione, tuttavia bisogna considerare le piccole dimensioni e la tecnica costruttiva molto semplice (non c'è nessun utilizzo di sistemi "Technic", tranne che per delle giunture sulle due ali). Il tutto fondamentalmente è costituito da vari mattoncini disposti su più livelli che poi poggiano su una base ovoidale, proprio come se si stesse costruendo una casetta.
Slave I aperto e particolare dell'abitacolo |
Nella sua semplicità riesce comunque ad avere la caratteristica forma dell'astronave vista nei film e la rende immediatamente riconoscibile all'appassionato che la osserva tra vari set. La scelta dei colori dei mattoncini è a mio avviso opinabile (credo si sarebbe potuto fare di meglio per aumentare la somiglianza con quanto visto al cinema) ma globalmente si ottiene un risultato sufficiente.
Molto interessante la soluzione adottata per far muovere le ali. Queste sono state progettate per stare sempre parallele al terreno. Passando dalla posizione orizzontale di quando atterra in uno spazioporto, alla posizione verticale di quando è in viaggio, le ali ruotano per effetto della gravità sui bracci grigi che vedete in foto e raggiungono sempre la giusta configurazione. Stratagemma molto semplice quanto efficace nel raggiungere il risultato.
L'abitacolo purtroppo risulta molto spoglio, anzi possiamo tranquillamente dire che non c'è nulla tranne il vano per far sedere il pilota e un lieve accenno di strumentazione reso da quattro mattoncini lisci che raffigurano dei circuiti o dei cavi elettrici. Peccato perché sarebbe bastato davvero poco per aggiungere quel piccolo dettaglio (un computer o una cloche) che avrebbe fatto aumentare di molto il livello della ricostruzione del modello. Purtroppo lo spazio a disposizione è veramente poco e la posizione che assume la minifigure non aiuta l'installazione di strumentazioni varie.
Il set è progettato in modo tale da avere il vano di carico posteriore che si muove in alto e in basso per poter ricreare l'accesso inclinato visto ne L'Impero Colpisce Ancora. Una volta aperto il vano è possibile inserire o estrarre un mattoncino rettangolare che rappresenta Han Solo congelato nella carbonite. Non c'è assolutamente spazio per far entrare o uscire delle minifigure, come detto prima è tutto un po' di dimensioni ridotte.
Boba Fett e Han Solo congelato nella carbonite |
la testa nera di Boba Fett ed il suo casco unito al jetpack |
la testa nera di Boba Fett ed il suo casco unito al jetpack |
Han Solo viene semplicemente stampato su un mattoncino 2x5, soluzione semplice e che ovviamente non è paragonabile ai moderni Han Solo nella carbonite.
i motori sul retro dell'astronave |
Il set 7144 è molto interessante più per la sua importanza storica che per il livello di ricostruzione del modello originale. Nonostante l'estrema semplicità costruttiva nasconde qualche piccola chicca come Han Solo nella carbonite che è possibile inserire nel vano di carico, oppure le ali mobili o la mitica minifigure di Boba Fett. Ovviamente non è più in vendita nei negozi ma lo si trova su ebay a prezzi che vanno dai 20 euro in su, consiglio di non spendere oltre i 30 euro.
Vi lascio con un video a 360 gradi dello Slave I e con una piccola animazione finale che ricrea il momento in cui ne L'Impero Colpisce Ancora Han Solo viene caricato nell'astronave.
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